Eccomi sul divano a guardare Toronto - Cleveland, o come direbbero loro Cleveland @ Toronto.
Visto che è da un po' che non scrivo, oggi in tempo reale (Ovvero alla fine di ogni quarto) riporterò le mie impressioni su quanto ho appena visto.
Ribadisco che sono in tempo reale, perciò non stupitevi se il primo commento su un giocatore è totalmente opposto all'ultimo commento su quello stesso giocatore.
Primo Quarto: Toronto 30 – 33 Cleveland
Toronto riesce a mantenersi a -3 anche con l’assenza di Chris Bosh, assenza che lascia più palloni a Bargnani che li sfrutta al meglio e conclude il primo quarto già in doppia cifra.
Jack si permette un paio di penetrazioni che vanno a segno, gioca bene, ma come Playmaker non condivido la scelta di tenere lui titolare, lasciando Calderon in panchina.
Turkoglu invisibile. Non è assolutamente il giocatore che era ad Orlando. Non capisco se dipenda da un sistema nel quale non si trova, oppure se abbia avuto un notevole calo, ma ancora niente di interessante da parte sua.
Derozan paga l’inesperienza ed esce dopo 2 falli.
Lebron si fa male nei primi minuti, ma continua comunque a spadroneggiare anche grazie agli spazi lasciati liberi dall’assenza di Shaq che offensivamente avrebbe probabilmente potuto divertirsi contro Toronto, ma del quale comunque non si sente molto la mancanza finché non entra Evans, che mette in seria difficoltà la difesa di Cleveland.
Varejao gioca bene, difensivamente ed offensivamente; bene anche Jamison.
Nient’altro da dichiarare.
Secondo Quarto:
Cleveland inizia subendo, con James in panchina, anche grazie all’esplosivo apporto di Sonny Weems e Reggie Evans ed ai pessimi errori di Varejao e Moe Williams, cala anche Jamison.
Il ritorno di James fa salire leggermente il livello per i Cavs, dall’altra parte continuano ad andare bene Bargnani e Jack, ma la differenza la fa Evans.
Lebron dolorante e comunque veramente solo, manca l’apporto dei compagni.
Terzo Quarto: Toronto 82 – 86 Cleveland
Jarret Jack tiene Toronto in partita, imperversando su Cleveland in penetrazione.
Un po’ meglio Moe Williams, ma ancora non abbastanza, Lebron colpisce silenziosamente, ma non incide come al solito sulla partita, ancora un po’ zoppicante per la botta del primo quarto e sembra anche stanco, forse pesa la partita del giorno prima a Boston.
I ritmi sono bassi, in questo tipo di partita Shaq sarebbe stato molto utile per Cleveland.
Derozan totalmente fuori partita, Sonny Weems lo sostituisce egregiamente.
Evans continua ad essere decisivo, Calderon pessimo, Turkoglu discontinuo, così come l’apporto di Delonte West che alterna canestri difficili, a facili errori.
Quarto Quarto:
Delonte West inizia bene il quarto, prima di uscire.
Lebron ha un linguaggio del corpo molto spento, ma silenziosamente fa il suo dovere, soprattutto grazie alla mancanza di un difensore in grado di fermarlo.
Per Toronto gran prestazione di Calderon e Bargnani e anche Turkoglu ritrova le sue vecchie doti per alcuni ottimi possessi, ma non per l’ultimo tiro di Toronto che sbaglia prendendosi una tripla senza senso.
Sul pareggio, con un secondo sul cronometro, Anthony Parker non trova la tripla, come non ha trovato molto durante tutta la partita. Overtime. 111 - 111
OVERTIME:
Lebron trova ripetutamente i compagni liberi, anche oltre l’arco dei tre punti, West, Williams e Parker non sbagliano e portano Cleveland avanti.
Toronto, non pervenuta, non riesce a reagire. Veramente poco da dire su questo Overtime/allenamento al tiro di Cleveland.
Toronto 118 – 126 Cleveland.
MVP: Lebron James.
sabato 27 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
RISULTATI NOTTE NBA 22/2/2010
Ecco i risultati della notte NBA appena passata con i migliori in punti, assist e rimbalzi per tutte le squadre più qualche breve commento dove necessario; cliccate su ulteriori informazioni per visionarli:
lunedì 22 febbraio 2010
RISULTATI NOTTE NBA 21/2/2010
Ecco i risultati della notte NBA appena passata con i migliori in punti, assist e rimbalzi per tutte le squadre più qualche breve commento dove necessario; cliccate su ulteriori informazioni per visionarli:
venerdì 19 febbraio 2010
T-MAC AI KNICKS!!! Si gettano le basi per l'estate 2010...
Alla fine il tanto atteso colpo è arrivato. L’ex stella di Raptors, Magic e Rockets si accasa nella grande mela dopo uno scambio a tre che ha visto arrivare anche Rodriguez da Sacramento (che finalmente potrebbe spodestare Duhon dal ruolo di play titolare). Houston invece ottiene Kevin Martin e Hilton Armstrong dai Kings, Jered Jeffries e Jordan Hill da New York. Sembra inoltre che Rockets e Knicks si siano scambiati la prima scelta al draft 2011 (protetta nel caso sia la prima assoluta) e che ai texani sia andata anche la prima scelta 2012 (protetta nel caso sia una delle prime 5 assolute). A Sacramento arrivano Larry Hughes da New York, Carl Landry e Joey Dorsey da Houston.
New York non si è però fermata qui ed è finalmente riuscita ad accontentare D’Antoni cedendo l’idolo di casa Nate Robinson (fresco vincitore dello Slam Dunk Contest per la terza volta) a Boston per Eddie House, J.R. Giddens e Billy Walker. Vedremo come il Madison prenderà questa decisione, tenendo conto del fatto che non ha minimamente influito sull’alleggerimento del payroll della squadra per la prossima estate.
Alla fine dei giochi i Knicks si affacceranno al prossimo attesissimo mercato come la squadra dallo spazio salariale più ampio di tutte. McGrady è infatti possessore di un contratto di 23 milioni di dollari in scadenza, come del resto è in scadenza quello di Rodriguez. Si è invece liberata dei contratti di Hughes, Jeffries e Hill, con quelli di questi ultimi due che avrebbero gravato di quasi 10 milioni di dollari sul budget per l’anno prossimo, assolutamente non trascurabili vista anche l’intenzione della lega di abbassare il salary cup a 53 milioni. Tirando le somme, quest’estate i giocatori attualmente sotto contratto a New York saranno 4, ovvero il Gallo, Eddie Curry, Wilson Chandler e Toney Douglas, per un totale di $ 17.7 milioni. Tenendo conto del fatto che insieme al salary cup scenderà a 16-17 milioni di dollari anche l’ammontare massimo di un contratto, tirando le somme i Knicks possono puntare a non uno, ma ben due big quest’estate. NON MALE!! Se come dicevamo in altri post, con la squadra che gli è stata data quest’anno Lebron avrà i suoi dubbi riguardo un’eventuale partenza, l’unica cosa che potrebbe veramente fare la differenza sarebbe dargli la possibilità di giocare al fianco del suo amicone Wade, opzione che, da come si sono messe le cose adesso, potrà offrirgli solo New York, fra l’altro la meta che preferiva non considerando il supporting cast che avrebbe trovato. Per quanto riguarda T-Mac, lo staff Knicks spera che possa tornare ad essere un buon giocatore dopo che negli ultimi due anni ha giocato solo 101 partite, ma dopo che in carriera ha tenuto medie di 21.9 punti, 6.1 rimbalzi e 4.7 assist a partita. Ma sul valore prima degli infortuni, fra cui l’ultimo che l’ha costretto all’ormai famosa operazione di microfracture surgery, non ci sarà mai alcun dubbio, mentre sul contributo che potrà dare da qui a fine carriera non si può dire lo stesso. Se convincerà la dirigenza non è da escludere comunque che sia rifirmato, a cifre ovviamente molto più basse.
Il ruolo di guastafeste, nel film che andrà nei migliori cinema quest’estate con protagonista i Knicks, per ora dovrebbe essere assegnato sicuramente ai Bulls. Proprio nelle ultime ore di mercato Chicago infatti è riuscita a cedere a Charlotte Tyrus Thomas, talento soprattutto atletico dall’impatto a dir poco discontinuo e restricted free agent al termine della stagione, in cambio di Flip Murray e Acie Law, entrambi con contratto in scadenza, più una prima scelta futura protetta nel caso sia troppo alta. Thomas viaggiava con neanche 9 punti e poco più di 6 rimbalzi a partita, comunque in pochi minuti di utlizzo, mentre Flip Murray teneva medie di quasi 10 punti a match in 20 minuti. Acie Law, visti i 7 minuti di utilizzo di media è invalutabile. Ma comunque, come tutti avrete capito, la questione di questo scambio era tutt’altro che tecnica. Altro movimento in casa Bulls ha visto l’annunciata cessione di Salmons ai Bucks in cambio dei due contratti in scadenza dell’elicottero Hakim Warrick e di Joe Alexander. Questi scambi portano Chicago a diventare la seconda squadra più pericolosa sul mercato la prossima estate con ben 20 milioni di dollari a disposizione, dietro alla città della grande mela con oltre 30. L’obiettivo principale sarà Wade, come ormai annunciato a destra e a manca, e questo andrebbe ovviamente a pestare i piedi a Knicks verso la composizione della coppia più devastante della lega. Sono comunque sicuro che se Dwyane capterà che nell’aria ci sarà la possibilità di giocare con Lebron, farà di tutto affinchè quella possibilità diventi realtà insieme ai sogni della maggior parte dei tifosi NBA in tutto il mondo.
Per quanto riguarda gli scambi minori, Ronnie Brewer vestirà d’ora in poi la maglia dei Grizzlies in cambio di una prima scelta 2011 protetta. Utah dichiara che i pretendenti in quel ruolo ad una maglia da titolare erano troppi, quindi ha deciso di cedere il futuro restricted free agent, alleggerendo così di circa 3 milioni di dollari il salary cup per l’anno prossimo. Memphis ottiene così un valido cambio per Gay, anche in ottica futura, vista la quasi certa partenza del gioiello da Connecticut.
Altra certezza, dopo le 9 italiane, è che Stat è rimasto a Phoenix. Ultimi rumors vedevano diverse possibilità di scambio che, per un motivo o per l’altro, sono saltate all’ultimo momento. Negli ultimi minuti sembrava essere in ballo uno scambio con Houston che avrebbe dato in cambio Scola, Battier e diverse scelte nei futuri draft. Lo scambio avrebbe poi visto la decisione dei Rockets di non proseguire nelle contrattazioni dopo il rifiuto dei Suns a fornire i bollettini medici sullo stato di salute di Stoudemire, vista la sua storia recente con gli infortuni. Altre possibili destinazioni sarebbero state Miami, saltata perchè invece di Beasley avrebbe offerto Haslem e Richardson, e Philadelphia, che oltre a Dalambert non sembra fosse molto convinta sull’inserimento nell’affare di Iguodala. Buon “non colpo” quindi per i Suns, che potranno dimostrarsi valida outsiders nei Playoffs a venire.
Mercato concluso, ci sentiamo per il punto sulle future notti NBA e per valutare i reali risvolti di questi scambi. Stay tuned...
giovedì 18 febbraio 2010
Jamison ai Cavs!!! Rumors sui colpi dell'ultima ora...
Colpo incredibile per Cleveland che ora si candida seriamente e senza più alcun dubbio come la squadra da battere per l’anello di quest’anno. Dan Gilbert, presidente dei Cavs, ha deciso di mettere mano al portafoglio e con questo ennesimo colpo ha infatti portato il payroll della squadra a diventare il terzo più alto della lega. Jamison vestirà la maglia di Cleveland insieme al talento inespresso dei playground new yorkesi Sebastian Telfair al termine di uno scambio che ha coinvolto anche i Clippers e i Wizards. In California va Drew Gooden in cambio di Al Thornton e Brian Skinner che arrivano nella capitale insieme a Ilgauskas, una prima scelta 2010 e i diritti per Emir Preldzic (guardia-ala classe ‘87 di 6 piedi e 9 ora militante nel Fenerbache in Turchia) dai Cavs.
Il quintetto di Cleveland ora è completo. La duttilità di Jamison va ad aggiungere proprio quello che mancava, un 4 capace di allargare l’area alle incursioni di Lebron e punire dai 7 e 25 con grande precisione sugli eventuali scarichi del prescelto. Oltretutto ora in attacco i Cavs avranno a disposizione ben due tipi di pick and roll diversi ma ugualmente efficaci: quello con Antawn e quello con Shaq nei quali rispettivamente il bloccante potrà allargarsi e rendersi pericoloso dalla distanza oppure tagliare in mezzo e far valere la propria stazza in centro area. Il tutto, come spesso accade negli ultimi anni (vedere caso Gasol e più recentemente Butler), senza dare praticamente nulla in cambio, anche perchè non è del tutto da escludere l’ipotesi che Ilga venga tagliato da Washington per poi tornare da dove era venuto. Complimenti quindi al GM Danny Ferri per aver acquistato nell’ultimo anno e mezzo Mo Williams, Shaq e Jamison in cambio praticamente di Damon Jones, Sasha Pavlovic e Ben Wallace assemblando così il quintetto sulla carta migliore della lega, senza contare che ora la partenza di Lebron in caso di vittoria e con questa squadra sarà di certo molto più difficile e, secondo me, impossibile, a meno che non si faccia ingolosire dalla possibilità di vestire la stessa maglia di Wade. Chissà se sarà mai possibile, sognare non costa nulla.
Analizziamo ora le altre squadre interessate nello scambio. Di Washington vale quello che abbiamo già detto in altri post. La squadra vuole ripartire da zero e il presidente non vede l’ora di abbattere i costi di gestione della franchigia, anche perchè spendere ancora dei soldi dopo i risultati degli ultimi anni non deve essere proprio una gioia. Per ora comunque bisogna dire che Ernie Grunfeld (GM dei Wizards) ha fatto un ottimo lavoro in questa direzione, anche se la parte più difficile arriverà quando ci sarà da sciogliere il nodo Gilbert Arenas. Per quanto riguarda i Los Angeles Clippers, dopo le acquisizioni di Outlaw e Blake arriva la cessione di Al Thornton, giocatore molto talentuoso e, per una squadra che vuole partire dai giovani, discreta perdita se si conta che entrando dalla panchina aveva comunque una decina di punti di media. Per il resto arriva Gooden, per il quale vale lo stesso discorso del lungo lituano: un taglio non è del tutto escluso e neanche un ritorno a Dallas, che sarebbe anche interessata ad Ilgauskas nel caso scegliesse la squadra texana e non il ritorno a Cleveland (molto ma molto difficile).
Direi che l’unico deluso di questa trade sembra sarà Stoudemire che, ora come ora, al 99% rimarrà a Phoenix dopo che il suo slot nel quintetto Cavs è stato preso da Jamison. Per Amar’e comunque non dovrebbe essere poi tutto questo sacrificio finire accanto a Nash questa stagione, gonfiare ancora un po’ le sue statistiche e affacciarsi sul mercato quest’estate insieme a tutti gli altri big per strappare un contrattone.
Per quanto riguarda i rumors sui possibili colpi dell’ultima ora (il mercato chiuderà alle 9 ore italiane), sembra che McGrady riuscirà a trovare una nuova maglia. Dopo le insistenti voci sul suo trasferimento ai Knicks in cambio di Jeffries (miglior difensore della squadra, anche se invalutabile viste le prestazioni difensive di New York), Larry Hughes e Jordan Hill (scelta veramente pessima e allo stesso tempo altissima nel draft di quest’anno), si sono inseriti nella trade i Sacramento Kings. Houston infatti cerca un realizzatore sul perimetro e avrebbe individuato in Kevin Martin l’obiettivo principale. Sacramento però se lo sarebbe tenuto stretto, volendo valutare la sua intesa con l’inamovibile Evans, se non fosse che i Rockets hanno inserito fra le contropartite, di fianco a T-Mac, anche Joey Dorsey e Carl Landry, uno dei prinicipali fautori, uscendo dalla panchina, dell’incredibile stagione dei texani, nonchè possessore di un fantastico contratto che permetterebbe ai Kings, esercitando un opzione, di rifirmarlo per l’anno prossimo a meno di 3 milioni di dollari (un vero e proprio caso di sfruttamento perseguibile legalmente visto il suo rendimento). Per completare l’operazione, Sacramento ovviamente dovrà inserire giocatori marginali quali Sergio Rodriguez, Kenny Thomas e Hilton Armstrong per pareggiare l’entità dei contratti in entrata.
Altra trade che sarebbe in dirittura di completamento riguarderebbe Bulls e Bucks. Non è un segreto che Chicago ha come missione, prima del mercato estivo, di liberare spazio salariale per tentare l’assalto ad uno dei grandi nomi che saranno free agent fra pochi mesi, Wade soprattutto. Per raggiungere questo obiettivo i Bulls sono pronti a spedire il contratto di Salmons (opzione per il giocatore di prolungamento per un altro anno a oltre 5 millioni) in cambio di Kurt Thomas e Francisco Elson, entrambi con un contratto in scadenza.
A domani per il punto sui movimenti ufficializzati!
mercoledì 17 febbraio 2010
MERCATO NBA - trades and rumors con Dallas e Portland per ora protagonisti
Siamo ormai agli sgoccioli di questa finestra di mercato NBA. In mezzo ai soliti rumors le trade vere e proprie sono state poche, a dire il vero solo due per essere precisi.
Di sicuro quella che ha coinvolto Dallas e che ha molto soddisfatto l’estroverso Mark Cuban è quella che maggiormente influenzerà i playoffs ad ovest. I Mavs riescono finalmente, dopo anni di voci e smentite, a cedere uno dei trascinatori alla finale del 2005, Josh Howard. Insieme alla sfortunata small forward, martoriata dagli infortuni e mai tornata ai livelli degli anni passati, vengono impacchettati destinazione Washington Drew Gooden, Quinton Ross e James Singleton per ottenere in cambio Caron Butler, Brendan Haywood e Deshawn Stevenson. Non sto neanche a sottilineare quale delle due squadre ci abbia guadagnato di più. I Mavericks hanno ora nel ruolo di ala piccola il talento spropositato di Butler, che seppur discontinuo nessuno discute, e soprattutto un Brendan Haywood alla sua miglior stagione in carriera (quasi 10 punti e oltre dieci rimbalzi a partita conditi con 2 stoppate in 32 minuti di impiego), che finalmente toglierà il peso dello strapagato Eric Dampier dallo starting five, si spera. Oltretutto, con un realizzatore come Butler in campo, il Jet potrà tornare a svolgere il ruolo di sesto uomo a lui più congeniale. D’altro canto i Wizards sperano che Howard si riprenda e torni quel solido giocatore con anche qualche punto nelle mani che è stato fino ad un paio di anni fa, ma nel caso non sia così è la stessa squadra della capitale che nell’estate a venire dovrà decidere se esercitare o no l’opzione che prolungherà il contratto del giocatore da Wake Forest di un anno. Personalmente non vedo tante possibilità che la vicenda possa andare in questa direzione. Washington ha già infatti dichiarato che se arrivano offerte interessanti è pronta a svendere tutti i suoi gioielli dopo che in questi anni fra una cosa e l’altra in campo non ha mai potuto sfruttare il loro talento. Inoltre dopo la crisi economica il presidente dei Wizards non è di certo l’unico che cerca e cercherà di limitare le spese della propria franchigia. Dallas quindi notevolmente rinforzata, ottiene esattamente quello che voleva, ovvero un centro solido e un realizzatore da inserire in quintetto, e gli ottiene senza dare in cambio praticamente niente portandosi, almeno sulla carta, al livello dei Nuggets come possibile contender dei Lakers (anche se contender, per entrambe le squadre, sembra una parola grossa visto l’enorme valore della franchigia della città degli angeli).
L’altra trade coinvolge invece l’asse Portland-Clippers ed è stata ufficializzata proprio oggi. I Blazers spediscono in California Travis Outlaw e Steve Blake più un conguaglio economico per Marcus Camby. Il conguaglio economico, va detto fin da subito, non è da imputare al valore dei giocatori, ovviamente, ma all’entità dei contratti che si vanno a scambiare e quello di Camby risultava maggiore di quelli di Blake e Outlaw messi insieme. Tornando all’aspetto tecnico, i Blazers si privano del loro miglior realizzatore dalla panchina e del sempre solido Blake, cambio in regia di Miller, per avere in cambio quello che, ora come ora, dovrà sostituire Oden e le sue capacità di intimidire i penetratori avversari. Lo scambio va visto anche nell’ottica della maturazione dei giovani, anzi direi soprattutto in quest’ottica. L’intenzione dei Blazers, infatti, sembra proprio quella di dare maggior spazio a Bayless, Fernandez e Batum, giovani di grandissima speranza che anche in campo hanno già dimostrato tutto il loro valore ma che purtroppo hanno comunque dovuto spesso convivere con uno scarso minutaggio, in particolare Nicolàs e Jerryd. Altra cosa da non sottovalutare è che il contrattone di Camby è in scadenza alla fine di quest’anno e che quindi Portland avrà un ottimo spazio di manovra per l’importante mercato estivo a venire. Non ci sorprenderemo poi nel vedere Camby nuovamente con la maglia dei Clippers nella prossima stagione. Per la disastrata L.A. sponda Clippers invece poco da dire o raccontare. Blake si sposterà da una panchina all’altra, stavolta diventando il cambio del barone, e lo stesso dovrebbe fare Travis, diventando cambio di Butler.Entro domani si saprà se il rumors più affascinante diventerà realtà, ma a questo punto le probabilità non sono tantissime; stiamo ovviamente parlando di Stat ai Cavs. Phoenix sembrerebbe quindi, nonostante l’ottima stagione, disposta a ricostruire fin da subito, mentre Cleveland cerca in ogni modo di vincere l’anello quest’anno, conscia che Lebron sta valutando molto attentamente le sue opzioni per l’anno prossimo cercando in ogni modo di abbracciare il suo amico Wade alla fine dei giochi. In ogni modo i Cavs cercavano un ala forte che aprisse l’area, e non mi sembra proprio il caso di Amar’e; ricopriva molto meglio questo ruolo Jamison, fra l’altro come detto sul mercato, ma il prescelto ha messo una parolina su quell’altro e allora...bisogna accontentarlo. Altra cosa, checchè ne dica Stoudemire, la convivenza fra lui e Shaq non è di certo stata una delle migliori. O’neal riempie l’area come pochi e con il calare della sua mobilità non sta di certo ad allontanarsi più di tanto dalla zona ferro; questo è in aperto contrasto con il gioco di Stat che fra l’altro sarà tutto da vedere senza un play come Nash alle spalle e con ricezioni molto più statiche, visto il suo non certo convincente post basso.
Intanto da segnalare anche sul fronte allenatori l’avvicinamento di Rick Pitino alla panchina dei Nets, che proprio stanotte hanno interrotto una striscia di 15 sconfitte consecutive battendo Charlotte, e l’annuncio di James dopo l’all star game (chissà se ci prende in giro anche stavolta) dell’intenzione di indossare dall’anno prossimo il numero 6 e sostituire così lo storico 23 di MJ. Chissà che non sia il segno di un possibile nuovo inizio del Re lontano dal regno di Cleveland...
domenica 14 febbraio 2010
All Star Saturday Night
Vi scrivo appena dopo la diretta. Permettetemi di tralasciare i primi due contest della serata che è andata in diretta su sky, ovvero Haier Shooting Stars e Skillz Challange. Per onor di cronaca menziono comunque i vincitori, rispettivamente team Texas (la squadra di casa capitanata dall'idolo Dirk Nowitzky, affiancato dalla stella WNBA Becky Hammon dei San Antonio Silver Stars e Kenny Smith, ex stella a Houston) e Steve Nash.
A metà della serata finalmente arriva l'attesissima gara del tiro da tre punti dove, per la prima volta, si vedranno un italiano e un centro NBA, fra l'altro autori anche del maggior numero di triple realizzate in stagione fino ad ora. Un primo turno dai punteggi molto bassi vede passare in finale PP, Billups e Stephen Curry, che con 18 punti guida le danze. Eliminati subito quindi il detentore del titolo Cook e i due migliori realizzatori della lega dai 7 e 25, con appena 15 punti a testa. Gallinari paga sicuramente un pessimo avvio e non riesce a recuperare con gli ottimi carrelli finali, ma questo risultato è sicuramente condizionato anche dalla sua scelta di partire appunto dal suo lato debole per poi provare a salire di colpi nel finale. La strategia non tiene conto però del fatto che partendo male il gallo sicuramente perde sicurezza e ritmo, quindi già a metà si capisce che per Danilo il week end delle stelle finirà con l'alzata per l'alley oop di Robinson nel proseguio della notte. In finale inizio col botto dal giocatore che non ti aspetti o, meglio, fino ad ora hai sottovalutato forse.
Pierce è nella sua miglior stagione in carriera per percentuali da dietro l'arco con un notevole 46% ma soprattutto quando il pallone si fa pesante non ne sbaglia uno. Realizza tutte le bonus ball e totalizza un 20 che, visti i punteggi degli avversari, ipoteca un bel pezzo di vittoria. Billups chiude malissimo con 13 e allora occhi puntati sul rookie della città della baia che, dopo un inizio scoppiettante, crolla negli ultimi carrelli lasciando lo scettro e il trofeo a The Truth.
Fra musica soul e ritmi R'nB arriviamo quindi al pezzo forte, la Slam Dunk Contest. Purtroppo per la prima volta sono costretto a muovere una critica all'NBA per il servizio offerto agli amici a casa. Regia a dir poco non impeccabile per tutta la durata di quest'ultimo evento, con schiacciate perse ed evidenti malintesi fra i membri della troupe, nonchè speaker che annuncia per due volte Nate dimenticandosi di Derozen durante la solita presentazione dei partecipanti che precede la gara vera e propria. Detto questo, assolutamente da censurare le schiacciate di Shannon Brown e Gerald Wallace. Dopo tanta pubblicità i due si esibiscono in schiacciate che probabilmente non batterebbero neanche quelle esibite dagli stessi durante uno dei contropiedi di questa prima metà di stagione.
Derozen invece debutta subito con una reverse partendo da dietro il tabellone e palla sotto le gambe. Risponde Nate con un mulinello bimane dopo essersi alzato la palla dall'arco. Per la seconda schiacciata è il momento di coinvolgere un compagno di squadra; si scomodano Weems e uno svogliato Gallinari dalla panchina. La successiva schiacciata del next Air Canada è anche l'unica dell'intera serata ad ottenere un 50. Sonny sbatte il pallone contro il bordo del tabellone, arriva Derozen che lo raccoglie in aria e lo scaraventa nel cesto dopo un mulinello. Robinson, viste le prestazioni di Brown e Wallace, si limita ad un alley oop 360 da 45 punti, proprio quello che gli serviva per arrivare in finale senza bruciarsi i colpi migliori. Da qui in poi niente voti dalla giuria ma votazione finale del pubblico per eleggere il vincitore (scelta secondo me molto discutibile, vincerà quello più amato o chi veramente meriterà il titolo?). Robinson parte male lasciando un discreto vantaggio a Derozen. Nella prima schiacciata tenta infatti l'impossibile per un giocatore della sua altezza, ovvero un mulinello partendo da dietro il tabellone, ed è quindi costretto a ripiegare, dopo diversi tentativi, su un normale alley oop senza fronzoli. Derozen risponde saltando Weems e mostrando che comunque di fantasia quest'anno ne rimane veramente poca. Lo conferma quando nell'ultima proverà una schiacciata dalla lunetta arrivando a staccare però ben oltre la linea della carità, lasciando così a Robinson la possibilità di rifarsi.
Nate the Great non si fa pregare e confeziona una schiacciate devastante (sempre ovviamente se relazionata al fatto che è pur sempre un 5 piedi e 9). Alley oop da un metro circa dopo la linea del libero in reverse eseguita al PRIMO COLPO (una notizia per Cryptonate). Il voto popolare, con il 51%, conferisce giustamente il terzo trofeo al piccolo da New York che diventa il primo a raggiungere tale traguardo. Onore in tutti i casi alla prova di Derozen che, tenetelo a mente, è un rookie!!! Pensate solo ai progressi atletici che fanno in questa lega dopo un paio d'anni il 90% dei giocatori; partire da qua non è poi così male...in attesa di rivederlo, speriamo, l'anno prossimo.
Rimanendo in tema, chiudo postando il link della schiacciata migliore del weekend fino ad ora, ovvero la schiacciata della vittoria nel D-League Slam Dunk Contest di Dar Tucker.
http://www.youtube.com/watch?v=xV3kV3IX-Ro
A metà della serata finalmente arriva l'attesissima gara del tiro da tre punti dove, per la prima volta, si vedranno un italiano e un centro NBA, fra l'altro autori anche del maggior numero di triple realizzate in stagione fino ad ora. Un primo turno dai punteggi molto bassi vede passare in finale PP, Billups e Stephen Curry, che con 18 punti guida le danze. Eliminati subito quindi il detentore del titolo Cook e i due migliori realizzatori della lega dai 7 e 25, con appena 15 punti a testa. Gallinari paga sicuramente un pessimo avvio e non riesce a recuperare con gli ottimi carrelli finali, ma questo risultato è sicuramente condizionato anche dalla sua scelta di partire appunto dal suo lato debole per poi provare a salire di colpi nel finale. La strategia non tiene conto però del fatto che partendo male il gallo sicuramente perde sicurezza e ritmo, quindi già a metà si capisce che per Danilo il week end delle stelle finirà con l'alzata per l'alley oop di Robinson nel proseguio della notte. In finale inizio col botto dal giocatore che non ti aspetti o, meglio, fino ad ora hai sottovalutato forse.
Pierce è nella sua miglior stagione in carriera per percentuali da dietro l'arco con un notevole 46% ma soprattutto quando il pallone si fa pesante non ne sbaglia uno. Realizza tutte le bonus ball e totalizza un 20 che, visti i punteggi degli avversari, ipoteca un bel pezzo di vittoria. Billups chiude malissimo con 13 e allora occhi puntati sul rookie della città della baia che, dopo un inizio scoppiettante, crolla negli ultimi carrelli lasciando lo scettro e il trofeo a The Truth.
Fra musica soul e ritmi R'nB arriviamo quindi al pezzo forte, la Slam Dunk Contest. Purtroppo per la prima volta sono costretto a muovere una critica all'NBA per il servizio offerto agli amici a casa. Regia a dir poco non impeccabile per tutta la durata di quest'ultimo evento, con schiacciate perse ed evidenti malintesi fra i membri della troupe, nonchè speaker che annuncia per due volte Nate dimenticandosi di Derozen durante la solita presentazione dei partecipanti che precede la gara vera e propria. Detto questo, assolutamente da censurare le schiacciate di Shannon Brown e Gerald Wallace. Dopo tanta pubblicità i due si esibiscono in schiacciate che probabilmente non batterebbero neanche quelle esibite dagli stessi durante uno dei contropiedi di questa prima metà di stagione.
Derozen invece debutta subito con una reverse partendo da dietro il tabellone e palla sotto le gambe. Risponde Nate con un mulinello bimane dopo essersi alzato la palla dall'arco. Per la seconda schiacciata è il momento di coinvolgere un compagno di squadra; si scomodano Weems e uno svogliato Gallinari dalla panchina. La successiva schiacciata del next Air Canada è anche l'unica dell'intera serata ad ottenere un 50. Sonny sbatte il pallone contro il bordo del tabellone, arriva Derozen che lo raccoglie in aria e lo scaraventa nel cesto dopo un mulinello. Robinson, viste le prestazioni di Brown e Wallace, si limita ad un alley oop 360 da 45 punti, proprio quello che gli serviva per arrivare in finale senza bruciarsi i colpi migliori. Da qui in poi niente voti dalla giuria ma votazione finale del pubblico per eleggere il vincitore (scelta secondo me molto discutibile, vincerà quello più amato o chi veramente meriterà il titolo?). Robinson parte male lasciando un discreto vantaggio a Derozen. Nella prima schiacciata tenta infatti l'impossibile per un giocatore della sua altezza, ovvero un mulinello partendo da dietro il tabellone, ed è quindi costretto a ripiegare, dopo diversi tentativi, su un normale alley oop senza fronzoli. Derozen risponde saltando Weems e mostrando che comunque di fantasia quest'anno ne rimane veramente poca. Lo conferma quando nell'ultima proverà una schiacciata dalla lunetta arrivando a staccare però ben oltre la linea della carità, lasciando così a Robinson la possibilità di rifarsi.
Nate the Great non si fa pregare e confeziona una schiacciate devastante (sempre ovviamente se relazionata al fatto che è pur sempre un 5 piedi e 9). Alley oop da un metro circa dopo la linea del libero in reverse eseguita al PRIMO COLPO (una notizia per Cryptonate). Il voto popolare, con il 51%, conferisce giustamente il terzo trofeo al piccolo da New York che diventa il primo a raggiungere tale traguardo. Onore in tutti i casi alla prova di Derozen che, tenetelo a mente, è un rookie!!! Pensate solo ai progressi atletici che fanno in questa lega dopo un paio d'anni il 90% dei giocatori; partire da qua non è poi così male...in attesa di rivederlo, speriamo, l'anno prossimo.
Rimanendo in tema, chiudo postando il link della schiacciata migliore del weekend fino ad ora, ovvero la schiacciata della vittoria nel D-League Slam Dunk Contest di Dar Tucker.
http://www.youtube.com/watch?v=xV3kV3IX-Ro
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